Le principali bugie su i termovalorizzatori nascono da
luoghi comuni facilmente contestabili
Bugia: Dalla combustione dei
rifiuti, con i termovalorizzatori, si
recupera energia sotto forma di energia elettrica e teleriscaldamento a basso
costo che altrimenti andrebbe persa.
Smentita: I costi di produzione di
energia con questa tecnica sono mascherati dai forti stanziamenti pubblici. In
ultima analisi sono i cittadini a pagare l'impianto e le ditte gestrici ad
beneficiare dei guadagni. Per far tacere le opposizioni locali si regala acqua
calda ed energia elettrica a tariffe agevolate: tanto i costi di impianto sono
stati pagati da altri cittadini.
Bugia: E' necessario che ogni
cittadino si faccia carico del problema dei rifiuti anche accettando i termovalorizzatori, senza delegare ad
altri il problema alimentando altre discariche.
Smentita: Con i termovalorizzatori la maggior parte dei
rifiuti continua ad essere posta invece che in una discarica di solidi in una
enorme discarica a cielo aperto: i rifiuti vengono immessi in atmosfera sotto
forma di gas. Le ceneri della combustione continuano ad essere poste in
discarica dopo essere state inertizzate. Il cittadino non si fa carico del
problema ma lo delega ad altri perché in discarica o in un inceneritore lo
mette sempre a casa di altri. A questa sindrome è stato dato il nome Not in my
courtyard, cioè si ma non nel mio cortile.
Bugia molto grave: i termovalorizzatori, a differenza delle
discariche, non nuocciono alla salute. Solo in passato gli inceneritori per il
loro basso contenuto tecnologico potevano rappresentare un potenziale pericolo,
ma adesso, con i termovalorizzatori di
ultima generazione i potenziali pericoli sono minimizzati se non eliminati del
tutto.
Smentita: E' la principale menzogna
che viene detta da cinquanta anni a questa parte quando si vuole costruire un
inceneritore proponendolo come una novità tecnologica. Nessun dottore, nessuna
pubblicazione biomedica solleva il cittadino dalle apprensioni che derivano
dall'avere nelle vicinanze, o una discarica o un inceneritore. Quest'ultimo
nelle complesse e spesso sconosciute reazioni chimiche di combustione trasforma
materiali leggermente tossici in altamente tossici, come la Diossina. I
materiali solidi prodotti necessitano di un costante sorveglianza in quanto
tossici e nocivi, quelli gassosi vengono dispersi nel vento. Una raccolta di
dozzine di pubblicazioni, i cui titoli sono stati inviati da noi ai Ministri
dell'Ambiente e della Sanità, smentisce la più grossa e pericolosa bugia: quella che i termovalorizzatori sicuramente non fanno
male. Problemi di respirazione, asma e cancro non sono certo resi minimi con la
presenza di termovalorizzatori. Questa bibliografia è a disposizione di tutti,
sanitari, cittadini e politici.
Bugia: L'incenerimento dei
rifiuti è il più economico dei sistemi di smaltimento.
Smentita: Se è economico in fatto di
tassa rifiuti (il prezzo al chilogrammo scende) è perché gli impianti sono
finanziati pubblicamente, il costo sostenuto dalla collettività è ancora più
alto di quello attuale. Il procedimento di inertizzazione di cui al punto sopra
prevede altissimi costi accessori.
Bugia: Siamo in una emergenza: se
non si costruiscono termovalorizzatori le discariche si esauriranno nel giro di
poco tempo anzi alcune sono già esaurite.
Smentita: Se emergenza c'è è stata
creata dagli stessi che adesso vogliono
i termovalorizzatori, che hanno visto e continuano a vedere nei rifiuti
occasione di guadagno o di carriera, quindi più rifiuti da smaltire più guadagno.
Siamo ancora in tempo a diminuire drasticamente la produzione alla fonte di
beni deperibili che diventeranno rifiuti. Alleggeriremo il carico dei rifiuti
da smaltire ( e con questi il guadagno e la carriera di certa gente ).
Bugia: L'unica alternativa
all'incenerimento è la raccolta differenziata, se raggiungiamo almeno il 50 %
di raccolta differenziata allora possiamo costruire i termovalorizzatori perché saranno molto piccoli e gestibili.
Smentita: La raccolta differenziata
non diminuisce la mole dei termovalorizzatori ma serve a isolare potenziali
veleni ed a porre in atto il successivo riciclaggio, le discariche sono sature
di prodotti nocivi miscelati a materiali che non sono velenosi e che potrebbero
essere riutilizzati in armonia con l'ambiente. Chi mette il limite del 50% di
raccolta differenziata prima di costruire
i termovalorizzatori omette di dire che se il volume di rifiuti aumenta
a questo ritmo anche il 50% di raccolta differenziata metterebbe in condizioni
di costruire enormi termovalorizzatori ingestibili. L'alternativa principale
all'incenerimento ed alle discariche è il drastico aumento della produzione
alla fonte di beni durevoli.
Bugia: Non è possibile produrre
solamente beni durevoli, qualcosa continuerà ad essere gettato via e a
costituire un rifiuto che non sempre è riciclabile, con l'incenerimento di
questa parte si ovvia alla maggior parte dei problemi, compreso quello del
recupero energetico.
Smentita: L'attività umana produce
una miscela di beni durevoli ed altri no, soltanto che oggi una certa industria
per vivere senza problemi vuole che l'ago della bilancia sia spostato sui beni
altamente deperibili. Il patto fra l'industria che produce rifiuti e quella che
li smaltisce è rafforzato dal fatto che l'una ha bisogno dell'altra per poter
sopravvivere. Lo ricerca può dare un nuovo impulso alle industrie che possono
essere riconvertite in produttrici dei beni durevoli ad alto contenuto
tecnologico, recuperando l'energia sprecata nella produzione di futuri rifiuti.
Bugia: Il piano di smaltimento di
rifiuti con l'anello dell'incenerimento è al momento il più moderno e certo,
altre strade come quella della ricerca di metodi di produzione di beni non
deperibili se saranno praticabili lo saranno in un futuro remoto ed incerto.
Smentita: Il piano rifiuti ben
proposto dalla Comunità Economica Europea e basato su ragionevoli studi di
fattibilità prevede come punto basilare al quale ogni altra cosa deve essere
subordinata il fatto di produrre beni durevoli. Dopo aver attuato quanto sopra
vengono la raccolta differenziata, ed il riciclaggio. Soltanto dopo aver
attuato questo interviene il recupero energetico e lo smaltimento residuo in
discarica.
Bugia: Molto si sta facendo per
il problema dei rifiuti, anche in termini di sensibilizzazione dell'opinione
pubblica, anche al fine di minimizzare la quantità' dei rifiuti e le dimensioni
degli impianti di incenerimento.
Smentita: Il danaro pubblico viene
stanziato per piani in cui la spesa più grossa è quella destinata
all'incenerimento, una minore alle complesse tecniche di riciclaggio, ed una
assolutamente nulla riguarda il punto nelle tecniche di informazione
(etichettatura dei prodotti) e di produzione di beni durevoli considerate
primarie dalla CEE. Le cifre della bugia:
su oltre 800 miliardi di lire stanziati in una Regione ( Es. Piemonte) 500-700
miliardi sono destinati a i termovalorizzatori e solo per questo danaro viene
chiesta con insistenza la disponibilità necessaria alla costruzione immediata
adducendo il pretesto dell'emergenza. Solo il resto, considerato invece
obbiettivo primario della CEE, è destinato alle tecniche di riduzione dei
rifiuti da smaltire. Nulla è destinato alla ricerca medica in questo settore.
Nulla è destinato ai piani di monitoraggio della salute dei cittadini posti
nelle vicinanze de i termovalorizzatori. Nulla è destinato all'istituzione di
un fondo per le spese mediche eventualmente sostenute dai cittadini.
Bugia: i termovalorizzatori di ultima generazione sono talmente
sofisticati da non emettere sostanze tossiche infatti il monitoraggio
all'uscita del camino con le apparecchiature più sofisticate disponibili non
rivela tali sostanze.
Smentita: Gli apparecchi di
misurazione non sono abbastanza sofisticati e sensibili da rivelare la presenza
di sostanze tossiche all'uscita dei camini poiché sono diluite in enormi
quantità di gas, se invece mettete apparecchi altrettanto sofisticati a
controllare l'accumulo di sostanze tossiche nelle vicinanze de i
termovalorizzatori ne potrete misurare la presenza. Ciò è risaputo da chi
dovrebbe tutelare la salute della popolazione e che sino ad oggi
sistematicamente si oppone alla misura delle sostanze accumulate nei
pressi ( 7 km ) da i
termovalorizzatori operanti, forse per evitare di conoscere.
Bugia: I comitati ambientalisti
terrorizzano i cittadini sulla questione de i termovalorizzatori.
Smentita: I comitati ecologisti
reputano di dover supplire a quanto non viene fatto dalle istituzioni per
contrastare le informazioni inesatte e ambigue se non mendaci che
riguardano i termovalorizzatori e su
cui poggia l'incastellatura politica ed economica che sostiene la loro
costruzione.
Bugia: La realtà è che studiosi
autorevoli sono di opinione ben diversa dagli ambientalisti e mettono a
disposizione le proprie conoscenze scientifiche che sono alla base della loro
opinione spesso senza trarne alcun vantaggio, amministratori responsabili sono
all'opera per risolvere i problemi dell'ambiente, che solo fra le altre cose
prevede l'installazione di impianti di incenerimento, in siti tali da non
danneggiare né l'ambiente né i cittadini. Tutto ciò è effettuato in rispetto
delle norme europee, italiane e regionali in modo completamente trasparente per
i cittadini, i quali possono contare su criteri di correttezza e trasparenza in
tutte le procedure.
Smentita: Attualmente gli studiosi
favorevoli all'incenerimento traggono il vantaggio di occupare le posizioni di
prestigio nei consigli di amministrazione degli enti ed istituzioni che si
occupano e controllano l' ambiente, per contro chi è contrario senza ambiguità
non e' presente in modo significativo in queste posizioni. I siti su cui
costruire i termovalorizzatori sono i
più dannosi per la saluti infatti l'iter burocratico legato alle leggi attuali
italiani identifica i siti in aree senza interesse agro silvo pastorale, dove
siano già presenti servizi ( acqua luce gas etc. ) e viabilità, in zone
industriali dismesse, Ciò corrisponde nella maggior parte dei casi nelle
periferie delle città o nelle grandi cinture cittadine, in aree fortemente
abitate. I criteri di correttezza e trasparenza sono solo legati agli atti
pubblici, invece gli studi di fattibilità, finanziati dalle società di raccolta
rifiuti, e gli accordi politici, per la loro natura, eludono questi criteri e
rappresentano la maggior parte del lavoro svolto dai soggetti interessati.
Bugia: Comunque in ogni momento
la popolazione è invitata a controllare i progetti e potrà verificare
l'efficienza e la non pericolosità degli impianti.
Smentita: Il controllo dei progetti
è effettuato da istituzioni pubbliche che non sono tenute in alcun caso a
sottoporlo ai rappresentanti dei comitati ambientalisti. Potrebbero essere
ammessi in un futuro sono determinati rappresentanti istituzionali (es.
sindaci) o quelli che accettano di collaborare comunque. Tale tecnica di
persuasione è oggetto di approfonditi studi di psicologia e scienze politiche
ed è adottata comunemente al solo fine del raggiungimento della costruzione
degli impianti. Anche ammesso che gli impianti fossero ritenuti pericolosi dai
cittadini durante il funzionamento non esiste nessun strumento giuridico in
grado di fermare un impianto neanche per pochi giorni: una volta innescato un
inceneritore si è vincolati a non spegnerlo più, in quanto l'immondizia non può
essere accumulata altrove, e la produzione di energia elettrica e di acqua
calda per il teleriscaldamento diventano esigenze primarie rispetto alla
salute.
Bugia: In Italia, a differenza
dei paesi più progrediti del nostro, e per la presenza delle infiltrazioni
mafiose che controllano il business delle discariche, non sono stati
costruiti i termovalorizzatori, che pur
essendo meno pericolosi delle discariche, e quindi un male minore e necessario,
intaccherebbero gli interessi delle eco-mafie. Anche per questo gli organismi
pubblici lottano per la costruzione de i termovalorizzatori che rimarrebbero
sotto il controllo pubblico. I movimenti ambientalisti corrono il rischio, con
il loro atteggiamento di contrasto, di favorire questi business illegali.
Smentita: Di tutte, questa
affermazione, sebbene la più debole, richiede la risposta più articolata, per
non rispondere direttamente che quando si opta per il male minore od il male
necessario si assomiglia a chi ha sostenuto che la costruzione delle mine antiuomo,
in quanto necessarie per combattere i "cattivi", rappresentasse il
male minore: a distanza di anni ci si trova a dover interagire con territori
fortemente contaminati, e la decontaminazione di tali siti, come quelli de i
termovalorizzatori rappresenta ancora un problema aperto.
Chi
ha collaborato con gli organismi che sono a conoscenza di tali fenomeni di
infiltrazione mafiosa dovrebbe denunziare il fatto oltre che all'opinione
pubblica anche alla magistratura come in taluni casi è stato anche fatto. In
realtà le cosiddette eco-mafie possono trarre altrettanto giovamento dalla
costruzione de i termovalorizzatori e dalla loro gestione e, in quanto ormai
inserite in ambienti economicamente e culturalmente evoluti, potenzialmente
possono ambire anche al controllo dei pacchetti azionari delle società che
gestiscono i termovalorizzatori con il
capitale accumulato illegalmente, ottenendo anche il vantaggio di riciclare il
danaro accumulato illegalmente. Chi è favorevole alla costruzione de i
termovalorizzatori corre lo stesso rischio di dover fare continuamente i conti
con tentativi di infiltrazione mafiosa. In epoca di privatizzazioni non è
infatti possibile che il controllo delle società che le gestiscono rimanga
totalmente in mano pubblica. Nel caso specifico de i termovalorizzatori è già
capitato, in Italia, che pacchetti siano posti massicciamente sotto controllo
di società private, anche in ambito internazionale.